La macchina del fango rovesciata: anche in America comanda Rep.

In America nessuno ha ceduto alla pigrizia giornalistica a tal punto da  chiamarla la “macchina del fango”, il savianesco passepartout per esporre i giornali asserviti, ma il concetto è lo stesso. Quella dei giornali di destra che ringhiano, menano, screditano, urlano, sputtanano, compilano dossier e poi buttano tutto nel calderone della rete o nelle televisioni corrotte che li assumono all’uopo è una vulgata che anche l’Amministrazione Obama ha alimentato con cura. Leggi Schiena dritta, legno storto
21 AGO 20
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In America nessuno ha ceduto alla pigrizia giornalistica a tal punto da chiamarla la “macchina del fango”, il savianesco passepartout per esporre i giornali asserviti, ma il concetto è lo stesso. Quella dei giornali di destra che ringhiano, menano, screditano, urlano, sputtanano, compilano dossier e poi buttano tutto nel calderone della rete o nelle televisioni corrotte che li assumono all’uopo è una vulgata che anche l’Amministrazione Obama ha alimentato con cura. L’ex direttore della comunicazione della Casa Bianca, Anita Dunn, diceva che “Fox News è il braccio comunicativo del Partito repubblicano”. Commenti un po’ hard da offrire in diretta sulla Cnn – anche per questo Dunn è stata rimpiazzata ex abrupto – ma che rendono bene l’idea dell’assunto di fondo: i giornalisti di destra non sono giornalisti. I vari Glenn Beck, Rush Limbaugh, Andrew Breitbart, Matt Drudge, Bill O’Reilly sono imbonitori, propagandisti, intrattenitori, tribuni, millantatori, camerieri, attivisti, “pundit” – cioè esperti nel senso peggiore – di una strategia della mistificazione gestita da non si sa chi (il manuale di conversazione della sinistra americana suggerisce di citare in ogni caso i fratelli Koch).

Fox è la sentina del vizio, e per questo Media Matters for America, osservatorio democratico dell’informazione, la tratta come Human Rights Watch tratta la Corea del nord. Da poco ha aperto una sezione speciale dedicata al network di Rupert Murdoch, svelandone quotidianamente le menzogne vendute al pubblico sotto forma di informazione. Questa è l’opinione entrata in circolo e ormai chi segue questi segnavento dell’ideologia di destra non è considerato un legittimo elettore repubblicano, ma uno a cui hanno fritto il cervello con la propaganda televisiva (ricorda niente? Repubblica ha fatto una campagna permanente per dire che le televisioni del Cav. hanno reso gli italiani una marmaglia incapace di intendere, volere e votare; poi quando gli italiani hanno votato Pisapia e De Magistris sono diventati tutti improvvisamente intelligentissimi).

Bene, ma se non fosse davvero così? Se la storia della propaganda zdanoviana di destra fosse la vera balla? E’ la tesi che Tim Groseclose, professore di Scienze politiche a Ucla, sostiene in “Left Turn”, un saggio che uscirà a luglio in America in cui si spiega come il pregiudizio della sinistra liberal abbia surrettiziamente inquinato i media americani. Quello di Groseclose non è un pamphlet, ma un’analisi basata su un articolo accademico scritto nel 2004. L’autore ha incrociato migliaia di dati presi dai giornali, senza considerare le sezioni di opinione (le quali sono viziate per definizione), ha controllato le scelte ricorrenti, ad esempio quante volte e in che contesto un giornale cita un certo centro studi politicamente connotato, e ha scritto algoritmi per incrociare correttamente i dati. La conclusione è che i media generalisti hanno un’inclinazione a sinistra che può essere rintracciata nel modo in cui danno le notizie, nella qualità delle fonti, nella gerarchia e nella connotazione linguistica degli eventi. Questa tendenza ha spostato lo standard: ciò che si presenta come neutro è in realtà di sinistra, e per contrasto quello che si presenta come moderatamente di destra diventa automaticamente un distillato di estremismo: “Fox News probabilmente è centrista, mentre sono tutti gli altri a essere radicalmente di sinistra”, scrive Groseclose per esplicitare il meccanismo subdolo dell’affermazione del pregiudizio liberal.

“E’ come dire che una persona di un metro e ottantacinque è bassa se la si confronta con un giocatore di basket”: senza saperlo Groseclose ha studiato il metodo di Repubblica. Il professore sostiene che Drudge Report (“truce esempio di quel serio e obiettivo giornalismo anglosassone con il quale ci sfasciano da anni gli zebedei”, direbbe Vittorio Zucconi) è “l’organizzazione più equilibrata del giornalismo americano”. Chi avrà voglia di affrontare tabelle, numeri e metodologia scientifica scoprirà che forse l’intera industria dell’informazione è appoggiata su una base inclinata a sinistra. Gli altri potranno leggere della macchina del fango su Repubblica, che è più facile.